L’innovazione come motore della crescita economica, tema centrale nell’attuale situazione di crisi finanziaria mondiale, a cui bisogna guardare in termini di opportunità per rilanciare una ripresa solida dell’economia reale. Le opportunità tecniche per l’innovazione non sono diminuite ma, date le circostanze, è sempre più opportuno riflettere sulla progettazione dei meccanismi che spingono le aziende, le istituzioni e le persone ad innovare.
L’innovazione è il motore della crescita economica. La questione è diventata ancora più centrale alla luce dell’attuale crisi finanziaria, che ricrea la necessità di generare opportunità per una ripresa solida dell’economia reale. Le opportunità tecniche per l’innovazione non sono diminuite, ma date le circostanze dobbiamo riflettere sulle conseguenze di questa crisi per l’innovazione e su come l’innovazione possa diventare un’opportunità di ripresa.
Una conseguenza della crisi finanziaria è che sarà più difficile ottenere credito per progetti che non hanno rendimenti certi a breve. Il problema dell’innovazione è che i suoi risultati sono incerti per definizione. Inoltre, i progetti d’innovazioni con opportunità concrete nel breve periodo (per esempio nuovi prodotti basati su tecnologie esistenti o nuove applicazione delle stesse) avranno più probabilità di essere finanziati rispetto a progetti di ricerca di base con orizzonti temporali più lunghi. Anche se ciò può dar luogo a disciplina finanziaria anche negli investimenti in ricerca, può anche danneggiare le attività della ricerca fondamentale che hanno implicazioni di lungo periodo per la crescita economica.
Il panel discuterà di questi argomenti. Affronterà questioni come sostenere l’innovazione e il suo ruolo per la crescita economica in un mondo in cui il credito per investimenti dagli esiti incerti potrà diventare più limitato. Così facendo, tratterà la questione della più forte difficoltà a ottenere credito per la ricerca che ha obiettivi di lungo periodo.
Come molti altri processi toccati dall’attuale crisi economica, le soluzioni non possono essere trovate a livello di singolo paese. C’è la necessità di una risposta europea comune, che a sua volta deve coordinarsi con il contesto internazionale più ampio.
A questo riguardo, l’Europa deve assumere una posizione di avanguardia nel creare le istituzioni che sostengono i processi d’innovazione, particolarmente nella progettazione di meccanismi che incoraggino le aziende, le istituzioni di ricerca e gli individui a innovare. Pilastri di questo progetto sono il sistema dei diritti sulla proprietà intellettuale (Intellectual Property Rights, IPR), i legami fra IPR e open source, e una politica che realizzi un’architettura che combini IPR e open source ponendosi due obiettivi principali: a) contemperare gli incentivi privati a innovare con la necessità di mantenere pubblica la conoscenza di natura più generale; b) avvalersi di queste istituzioni per aumentare la concorrenza piuttosto che le posizioni monopolistiche, con impliciti benefici per la competitività e la crescita europee.
Il panel vedrà interventi di esponenti della politica economica, dell’università e dell’industria. Lo scopo è quello di sottolineare le diverse prospettive e le loro conseguenze per la concorrenza, l’innovazione e la crescita economica, insieme alle idee per il disegno di politiche efficaci in quest’area.
di Alfonso Gambardella, Università Bocconi