Finanza-impresa, il match che non c’è

Non esistono un’economia reale e una di carta. Nel lungo termine procedono insieme

La crisi che sta attanagliando i mercati finanziari ha ridato fiato a quanti contrappongono la ‘finanza’ all’‘impresa’, l’economia di carta all’economia reale. Questa contrapposizione, almeno nel nostro paese, tende a riaffiorare ogni qualvolta ci ritroviamo in una situazione di malessere o di crisi, anche se con toni e significati assai diversi.
Nella prima metà degli anni ’70, ad esempio, la crisi finanziaria delle imprese italiane traeva le proprie origini dallo squilibrio esistente tra mezzi propri (cronicamente insufficienti) e debiti, squilibrio fatto esplodere dall’impennata dei tassi d’interesse che fece seguito al primo shock petrolifero. Mentre in quegli anni la crisi finanziaria nasceva nelle imprese e rischiava di trasmettersi alle banche e agli intermediari finanziari, la situazione di oggi è completamente diversa: la crisi è nata infatti nel mondo delle imprese finanziarie e rischia ora di trasmettersi alle altre imprese a causa della illiquidità degli intermediari (difficoltà di ottenere nuovo credito, e richieste di rientri) e a causa di un aumento dell’avversione al rischio (originato peraltro dalla conoscenza incompleta della situazione a livello di sistema e di controparti e, quindi, come scriveva Frank Knight nel 1921, dalla sfiducia nelle proprie capacità di giudizio).

Anche se il mondo della finanza rischia di danneggiare gravemente quello delle imprese, è oggi nell’interesse di tutti cercare di mantenere una visione razionale del rapporto tra finanza e industria. E ciò almeno per tre ragioni.
Innanzitutto, l’attività di scomposizione e ricomposizione dei rischi, proprio quell’attività che ha subito il gigantesco fallimento oggi sotto gli occhi di tutti, ha rappresentato sul piano storico un fattore di propulsione per il mondo delle imprese perché ha consentito di finanziare a condizioni accettabili iniziative che non sarebbero altrimenti state realizzate in una prospettiva stand alone.

Inoltre, il dinamismo di una certa parte del merchant e investment banking ha indubbiamente contribuito alla scoperta d’iniziative innovative che meritavano sostegno finanziario; ha creato opportunità per le imprese più in grado di competere; in definitiva ha favorito processi di razionalizzazione e concentrazione a livello di settori industriali.

Infine, l’innesto della cultura finanziaria sulla cultura di business ha consentito a molte imprese, anche nel nostro paese, di intraprendere percorsi di crescita, attraverso acquisizioni leveraggiate e accordi equity based altrimenti inimmaginabili.

Dunque, contrapporre la finanza all’impresa, anche se risulta oggi una facile tentazione, non ha giustificazioni assumendo una prospettiva di più lungo termine.

È utile invece indagare le ragioni per le quali i comportamenti che oggi giudichiamo incauti e censurabili abbiano potuto assumere tale diffusione e la gerarchia delle responsabilità: dagli organi preposti al controllo, alla deontologia dei professionisti che hanno operato nell’ambito delle istituzioni finanziarie, alla politica di remunerazione e incentivazione orientata al breve termine. Tale analisi potrà aiutare il sistema a trovare un assetto futuro più stabile attraverso l’aggiustamento delle sue regole e dei suoi meccanismi di controllo.
La crisi dei mercati ha già prodotto un primo impatto sul piano dei contenuti auspicati della formazione: una maggiore diffidenza nei confronti di una cultura orientata esclusivamente ai tecnicismi e un orientamento verso una formazione più equilibrata, che permetta di comprendere le problematiche economiche in senso più ampio, dal funzionamento dei mercati e delle istituzioni, ai principi che stanno alla base delle valutazioni e delle decisioni d’investimento, agli aspetti legati al management e alla governance delle imprese.

Di Laura Zanetti, professore associato di corporate finance alla Bocconi e direttore del Clefin, il corso di laurea specialistica in economia e management delle istituzioni e dei mercati finanziari della Bocconi

Editoriali
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La ripresa ha un unico motore possibile: l’innovazionedi Alfonso Gambardella, Università Bocconi
Non sempre la pluralità di livelli è la più efficientedi Lorenzo Cuocolo, Università Bocconi
Open Source significa libertà di fare profittodi Maria Lillà Montagnani, Università Bocconi
L’attacco dei trolldi Salvatore Torrisi, Università di Bologna
Maggiore controllo per diminuire la pressionedi Carlo Secchi, Università Bocconi
Finanza-impresa, il match che non c’èDi Laura Zanetti, Università Bocconi
Autonomia, grimaldello spuntato per la fiscalità di vantaggiodi Alberto Zanardi,Università di Bologna
e Giampaolo Arachi, Università del Salento
Programma

Martedì 25 novembre

Ambasciata d’Italia, Madrid
il dibattito è trasmesso su www.economiaesocieta.org

Società, stato, mercato: una risposta europea?
La risposta europea e delle altre potenze mondiali alla crisi della globalizzazione finanziaria. Nuova governance o nuovo statalismo? Regolare le libertà fondamentali o rinunciare alla società aperta? Sviluppo sostenibile o resa senza condizioni agli incumbents?

Mercoledì 26 Novembre

9.00 Casino de Madrid, Salon Principe, Alcalà, 15 - 28014
Saluti di apertura

9.30, Casino de Madrid, Salòn Principe, Alcalà 15 – 28014 Madrid
Alla ricerca dell’efficienza nel settore pubblico: il federalismo fiscale in Europa?
Avvicinare prelievo fiscale e spesa pubblica a livello delle comunità locali è considerato uno degli strumenti più efficaci per aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione. Modelli ed esperienze di alcuni paesi europei

12.00, Casino de Madrid, Salòn Principe, Alcalà 15 – 28014 Madrid
Le opportunità imprenditoriali al di là della crisi finanziaria
La crisi finanziaria ha rivelato la vulnerabilità di una rapida crescita economica fondata sul credito “facile” e su una forte domanda interna. Nel contesto attuale, le imprese devono recuperare competitività, focalizzarsi sulle esportazioni e trovare nuove leve su cui far forza. In Spagna, come in altri Paesi europei, sarà necessaria l’iniziativa imprenditoriale per promuovere l’innovazione e rilanciare la crescita economica su una base più sostenibile

17.00, Casino de Madrid, Salòn Principe, Alcalà 15 – 28014 Madrid
Innovazione: un motore per lo sviluppo
L’innovazione come motore della crescita economica, tema centrale nell’attuale situazione di crisi finanziaria mondiale, a cui bisogna guardare in termini di opportunità per rilanciare una ripresa solida dell’economia reale. Le opportunità tecniche per l’innovazione non sono diminuite ma, date le circostanze, è sempre più opportuno riflettere sulla progettazione dei meccanismi che spingono le aziende, le istituzioni e le persone ad innovare.

 

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