Trichet, la Bce e la globalizzazione

La stabilità dei prezzi rimane il mandato della Banca centrale europea anche in tempi di forte interdipendenza economica, ha affermato il suo presidente al Forum internazionale Economia e società aperta

Garantire la stabilità dei prezzi rimane la migliore risposta che la politica monetaria, e dunque una banca centrale, può dare alla globalizzazione. Lo ha perentoriamente affermato ieri a Palazzo Mezzanotte il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, nel corso dell’incontro inaugurale del Forum internazionale Economia e società aperta, organizzato da Corriere della Sera e Università Bocconi.

Trichet ha analizzato l’impatto della globalizzazione sui prezzi dell’area euro, individuando un primo effetto che, attraverso la sostituzione di importazioni da paesi a costi più alti con importazioni da paesi più economici, avrebbe determinato un calmieramento dei prezzi delle importazioni stimabili nel 2% l’anno nel periodo 1995-2004, e un secondo effetto che, attraverso la crescente domanda di commodity da parte dei paesi emergenti, ne avrebbe accresciuto i prezzi. Tale effetto ha interessato il petrolio (il prezzo del Brent è quintuplicato dal 2002), ma più recentemente, dal 2006, anche i prodotti alimentari. La sommatoria dei due effetti di segno opposto, secondo le stime di Trichet, si sarebbe tradotta in una leggera pressione deflazionistica fino al 2005 e inflazionistica dopo di allora. Non ci sono, invece, evidenze che dimostrino un ulteriore effetto di calmieramento dei prezzi dovuti alla maggiore concorrenza introdotta dalla globalizzazione.

In tale scenario, ha spiegato Trichet, il compito della politica monetaria è quello di salvaguardare la stabilità dei prezzi di medio periodo, scontando, come la Bce già fa, la volatilità dei prezzi di breve periodo.

“La stabilità dei prezzi di medio periodo”, ha affermato Trichet, “può essere conseguita salvaguardando un saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione e assicurando l’assenza di effetti spirale”, facendo così intendere la sua fiducia in una politica che prevede stabilità dei tassi d’interesse e moderazione salariale.

L’Europa riuscirà, però, a godere davvero dei vantaggi della globalizzazione solo con una maggiore flessibilità microeconomica, che faciliterebbe anche gli aggiustamenti macroeconomici agli shock esterni.

Le interdipendenze tra sistemi economici, rese più profonde dalla globalizzazione, vanno affrontate, secondo Trichet, con una cooperazione internazionale che non significa coordinamento. Anche se l’integrazione aumenta, i sistemi economici rimangono diversi e soggetti a shock idiosincratici. Anche se i rischi dell’attuale situazione finanziaria non vanno sottovalutati, il recente passato indica che tale cooperazione è aumentata e si è dimostrata efficace.

Fabio Todesco

12/05/2008

Esegui ricerca
 
  Main partners   Sponsor  
Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica