Carlo Cattaneo inaugura il Forum

Piergaetano Marchetti lo cita per sottolineare la natura culturale di "Economia e società aperta". Segue un dibattito sulla globalizzazione, che evidenzia la necessità di governarla anziché contrastarla

“I sistemi devono tenersi sempre aperti, un sistema compiuto e chiuso diviene il sepolcro dell’intelligenza e della virtù che lo ha tessuto...Un sistema aperto può assomigliarsi a una gioventù perpetua”. Se la scelta lessicale non tradisse l’epoca in cui sono state scritte (il 1860), le parole di Carlo Cattaneo potrebbero essere una dichiarazione programmatica per il Forum internazionale Economia e società aperta, organizzato da Corriere della sera e Università Bocconi, che si è aperto ieri a Milano.

Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs, ha deciso di aprire il Forum in tono alto, con questa citazione, alla quale ne sono seguite altre da Pietro Verri e Cesare Beccaria, per sottolineare la natura culturale dell’iniziativa, “con la quale”, ha affermato, “non vogliamo essere mosche cocchiere della politica, non vogliamo essere aprioristici partigiani di una tesi. Vogliamo stimolare confronti, analisi, riflessioni sul se e sul come della globalizzazione”.

Impostazione pienamente condivisa da Mario Monti, presidente dell’Università Bocconi, che ha definito il Forum un’iniziativa “culturale e civile, non politica”.

Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha definito gli stati troppo grandi per il cittadino e troppo piccoli per la globalizzazione, rivalutando il ruolo delle città (la casa del 50% della popolazione mondiale) come fucine di talenti e laboratorio di collaborazione tra pubblico e privato.

Angelo Provasoli, rettore della Bocconi, ha declinato il concetto di globalizzazione nella formazione universitaria, evidenziando il benefico processo di cambiamento che l’apertura dei sistemi universitari ha comportato. Qui, forse più che in altri settori, si nota come i sistemi universitari che ottengono i migliori risultati sono i più aperti e competitivi.

Introducendo il dibattito sul governo della globalizzazione, Monti si è chiesto se, nell’ultimo anno, siano stati fatti dei passi avanti o indietro in tema di apertura. “La crisi finanziaria”, ha sostenuto, “è stato un vulnus al processo di globalizzazione, ma si deve riconoscere che ha preso l’avvio nell’ambito delle dinamiche di un singolo sistema, come quello statunitense e ha contribuito alla messa a punto di meccanismi di cooperazione internazionale in situazione di crisi”.

Dani Rodrik, Paolo Mieli, Alessandro Profumo, Ha-Joon Chang e il Nobel Mike Spence hanno dato vita a un dibattito sul tema Globalizzazione addio? che, pur con intensità e accenti diversi, li ha trovati d’accordo sulla necessità di governo del fenomeno e sull’illusorietà di ogni tentativo di isolarsene.

Fabio Todesco

12/05/2008

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