E' stato un commissario spagnolo, Joaquin Almunia, a farsi portavoce della revanche europea anti-manager, la prima iniziativa comunitaria di contenimento dei maxi compensi dei piani più alti delle grandi aziende. Bruxelles, insomma, è partita lancia in resta contro quelli che gli anglosassoni chiamano «fat cats», gli «abbonati» dei mega-stipendi. Ma in Spagna il fenomeno è così vistoso come nel mondo anglosassone?
Chi capeggia la lista dei dirigenti più pagati? Non tutte le società rendono pubbliche le retribuzioni dei manager, ma tra i nomi che la stampa cita con maggiore frequenza c' è Sanchez Galan alla guida di Iberbrola con 16 milioni di euro nel 2007, inseguito dal numero uno di Bbva Francisco Gonzales con 5,1 milioni, dal presidente del Santander Emilio Botin con 3,9 milioni e, più in alto in classifica, dal suo consigliere delegato Alfredo Saenz con 9,6 milioni.
Comparando questi dati con le retribuzioni dei manager italiani si può dire i due sistemi si muovono grosso modo nella stessa direzione.
Ad esempio Alessandro Profumo di Unicredit e Sergio Marchionne di Fiat hanno guadagnato nel 2007 rispettivamente 9,4 e 6,9 milioni.
Capitolo a parte, le liquidazioni d' oro di altri manager. Mentre, quanto alle stock option, non c' è bisogno di Bruxelles, a normalizzare i maxicompensi ci hanno pensato i mercati.
dal Corriere della Sera del 14 novembre 2008